Cenni storici

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CENNI DI STORIA SUL DIACONATO

Nella Diocesi di Tivoli

Il Diaconato Permanente rinasce anche nella Diocesi di Tivoli 

 Il Diaconato Permanente rinasce a Tivoli, alla fine degli anni settanta, per il volere e per lo zelo del Vescovo Guglielmo Giaquinta (1968-1987).

1977 –   La prima vocazione

      E’ in un giovane, Alberto Colletta, che matura la scelta di offrire la totalità del proprio essere, delle proprie energie e della propria sollecitudine a Cristo ed alla Chiesa. Quale aspirante diacono, egli nella festa di Pentecoste, il 29 maggio dell’anno 1977, rimette la propria disponibilità alla chiesa di Tivoli, nella persona del Vescovo monsignor Guglielmo Giaquinta, il quale (cfr 77 Norme fondamentali) per il discernimento e la formazione, lo affida direttamente a padre Sebastiano Vinciguerra, parroco della Chiesa di Santa Maria di Loreto, in Guidonia, mentre per la idoneità, il comportamento e la “dignità” della persona, dispone la verifica con incarico ad altro religioso, Padre Espedito Iammarino, parroco della chiesa di Santa Maria del Popolo in Villalba di Guidonia; questi lo segue nei tre anni di formazione e, dopo l’indagine conoscitiva, condotta presso il popolo di Dio, espletata in modo particolarmente attento, responsabile e riservato, ne rimette scrupolosamente l’esito.

      Avuti i necessari e positivi riscontri sulla idoneità dell’aspirante, il Vescovo, ammette Alberto agli ordini sacri e gli conferisce i ministeri istituiti del lettorato e dell’accolitato nel mese di giugno del 1980. E’ il giorno 20 dicembre 1980, nella celebrazione della IV domenica di Avvento, che il Vescovo Guglielmo Giaquinta può, finalmente e con gioia, imporre le mani su Alberto e, pronunciando la formula di benedizione consacratoria, può ordinarlo diacono nella chiesa di Santa Maria di Loreto. E’ la prima ordinazione diaconale nella Diocesi di Tivoli, dopo secoli di vuoto, dall’estinzione delle opere caritative e delle attività di San Cleto e degli altri Diaconi Tiburtini (secolo XI).

1988 – Gli sforzi per una restaurazione del Diaconato

      Nell’anno 1988, è il Vescovo Lino Caravaglia, (1987-1991), che, nell’accogliere l’istanza di quanti gli avevano manifestato il desiderio di seguire un cammino vocazionale per il “Diaconato permanente”, costituisce il Centro diocesano vocazionale ed affida al diacono, poi sacerdote, Don Giovanni Fenili, quale “direttore”, il mandato di curare, “ad experimetum”, la organizzazione di un cammino propedeutico per Aspiranti al diaconato permanente, con l’aiuto di Don Fabrizio Fantini, allora parroco della Parrocchia del Gesù. I primi incontri di formazione spirituale vengono fatti precedere da due momenti di riflessione e di ritiro spirituale, tenuti in Casape, presso la Casa Generalizia delle Figlie di Maria Custodia Nostra, nel dicembre del 1988 e nel gennaio 1989. La formazione spirituale e la formazione scolastica, per questi primi aspiranti, provenienti da varie parrocchie della città e della diocesi, hanno inizio nei primi mesi del 1989 e vengono attuate, con due incontri settimanali, o nei locali della Parrocchia del Gesù, o in quelli della Parrocchia di San Biagio.

     Le materie, oggetto di studio, riguardano la “Liturgia generale”, la “Storia della Liturgia”, la “Sacra Scrittura” (Vecchio e Nuovo Testamento), la Sacramentaria e vengono tenute da un insegnate [Carlo diacono transeunte di anni 50] proveniente da Roma, coinvolto nel servizio di docenza.          Anche la “lectio” formativa, che attinge agli Atti degli Apostoli, alle lettere di San Paolo, ai documenti del Concilio Vaticano II, alle encicliche, ai documenti del Magistero, viene curata dallo stesso diacono Carlo, mentre la pastorale pratica, impostata da Don Giovanni Fenili, viene attuata nelle parrocchie di appartenenza, con il servizio di catechesi, con i percorsi formativi per i gruppi ed i movimenti, per i fidanzati in preparazione al matrimonio, con il servizio dell’Eucarestia portata ai malati. Questo cammino esperienziale, condotto con il sistema del “seminario aperto”, si interrompe nel 1991 ed il gruppo di questi sette aspiranti si scioglie, di fatto, con la partenza del vescovo Lino Caravaglia, che lascia la diocesi di Tivoli per quella di Cesena-Sarsina (1991-2003).

1993 – Il chicco di grano muore, ma … comincia a germogliare (Giov.12, 20-32)

      Solo nel 1998, si hanno nuove vocazioni; gli Aspiranti al diaconato permanente, nel numero di tre, vengono inviati a Roma, presso la comunità diaconale di San Giovanni in Laterano per frequentare l’anno propedeutico di discernimento e per la successiva formazione; così avviene anche per un’altra vocazione nel 2000. A distanza di venti anni dalla prima, avviene la seconda ordinazione: è Fiorenzo Orati, che riceve l’ordine del diaconato, in Marcellina, nella chiesa parrocchiale di Crisrto Re, il giorno 26 novembre 2000, festa di Cristo Re, per le mani del vescovo Pietro Garlato (1991-2003).

2001 – La costituzione formale del cammino diaconale

      E’ nell’anno 2001, il giorno 21 del mese di maggio, che, con proprio decreto, il vescovo Pietro Garlato dispone l’apertura ufficiale del cammino di formazione al diaconato in diocesi, affidandone la responsabilità al Parroco di Marcellina don Domenico Cauteruccio. I Candidati tiburtini rimangono ancora inseriti nel cammino formativo al diaconato permanente della diocesi di Roma, fino all’anno 2003. Predisposto, definito e completato l’iter formativo al diaconato permanente in Diocesi, i candidati cominciano a vivere, nella neo-costituita Comunità diaconale diocesana, i ritiri spirituali mensili, gli incontri quindicinali di formazione spirituale, distinti per annualità e per i singoli candidati, mentre per la formazione scolastico/teologica essi rimangono vincolati ai corsi universitari, già intrapresi in Roma. Con l’arrivo del vescovo Giovanni Paolo Benotto (2003- 2008) alla guida della diocesi di Tivoli, il cammino per il Diaconato permanente acquista forte impulso ed assume connotati sempre più definitivi: è il Vescovo stesso che presiede ai ritiri mensili ed alla formazione, con incontri periodici, mirati.

     E’ dell’anno 2006, il 26 di novembre, la terza ordinazione. S.E. Giovanni Paolo Benotto, pur fortemente indisposto, vuole imporre egli stesso le mani ai nuovi ordinandi Nazzareno Cerini e Domenicantonio Ietto.  Alla liturgia di ordinazione fanno corona anche 8 aspiranti, in cammino per il Diaconato permanente. La comunità diaconale di Tivoli continua ad arricchirsi di altri ordinati; è il nuovo vescovo di Tivoli, S.E. Mauro Parmeggiani, (2008) che, il 16 gennaio 2010, procede alla imposizione delle mani su Roberto Innocenti, Fabrizio Luna, Alberto Cosimo Romano, Giuseppe Volpini. Domenica 15 dicembre 2013, III di Avvento “Gaudete“, è la volta di  Adriano Pierangeli, a ricevere l’imposizione delle mani e il 27 settembre 2014 è Vincenzo Forte ad essere ordinato diacono. Il 15 marzo 2015 si aggiungono alla comunità diaconale Ferruccio Giacomini e Rinaldo Marinelli. L’11 dicembre 2016 è la volta di Maurizio Sgaramella. Ad oggi, con impegno encomiabile, altri 8 aspiranti proseguono alacremente e con impegno la propria formazione, sotto la guida attenta del Responsabile per la formazione diaconale, Don Domenico Cauteruccio.

La prospettiva futura:   da virgulto ad albero fortemente radicato

     Il seme gettato a piene mani nel terreno nella diocesi di Tivoli, appena dissodato, ben irrigato e preparato dall’unico Seminatore, porterà buoni frutti; qui crescerà e sarà a maggior gloria di Lui e nell’interesse assoluto di quanti aspettano un servizio ed una testimonianza di carità.

 

RESTAURAZIONE DEL DIACONATO PERMANENTE NELLA DIOCESI DI TIVOLI

(i Vescovi benemeriti)

– Guglielmo  Giaquinta, 1968 – 1987 (+)

– Lino Caravaglia, 1987 – 1991

– Pietro Garlato, 1991 – 2003 (+ 2013)

– Giovanni Paolo Benotto, 2003 – 2008

– Mauro Parmeggiani, 2008 –

 

 

 

 

 

 

 

 

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