Liturgia

ALCUNE INDICAZIONI  PER IL SERVIZIO LITURGICO DEI DIACONI 

dgv, Trento, febbraio 2011

Oltre al ruolo specifico nel settore della carità e della catechesi, i principali compiti dei Diaconi nella liturgia sono:

  • proclamare il Vangelo nelle celebrazioni
  • assistere il Celebrante, colui che presiede (soprattutto il Vescovo)
  • attendere alla predicazione (omelia, catechesi, ecc.)
  • benedire le persone e le cose
  • esporre, recare e benedire con il Santissimo Sacramento dell’Eucaristia
  • distribuire e recare agli infermi la Santa Comunione
  • amministrare il Sacramento del Battesimo
  • celebrare il Sacramento del Matrimonio
  • presiedere il Rito delle esequie
  • presiedere la celebrazione della Liturgia delle Ore o una Liturgia della Parola.

Le vesti sacre proprie del Diacono sono:

  • amitto (che può essere tralasciato secondo la fattura del camice)
  • camice e cingolo (che può essere tralasciato secondo la fattura del camice)
  • stola (posta trasversalmente dalla spalla sinistra al fianco destro, incrociandosi sul fianco destro)
  • dalmatica: da usarsi soprattutto nelle domeniche, feste e solennità
  • velo omerale: per trasportare o benedire con l’Eucaristia
  • piviale: nelle celebrazioni solenni delle Lodi, Vespri e del culto eucaristico;(se il Diacono usa la veste talare indossa la cotta e la stola). 

CELEBRAZIONE EUCARISTICA

Nella celebrazione eucaristica il Diacono deve proclamare e fare quanto è indicato nell’Ordinamento Generale del Messale Romano (edizione 2004, n. 94 e 171-186). In genere il compito del Diacono è quello di stare accanto al Celebrante per aiutarlo ed assisterlo

RITI DI INTRODUZIONE

Il Diacono, rivestito delle proprie vesti, in processione reca ben sollevato il Libro dei Vangeli e sta davanti a tutti i concelelebranti; se non reca l’Evangeliario può stare accanto a colui che presiede. Se c’è più di un diacono si dividono i compiti e uno o due possono stare accanto al Celebrante in processione. L’Evangeliario viene deposto coricato al centro dell’altare.

  • Fatta con il sacerdote la riverenza all’altare, il Diacono sale con lui e bacia la mensa.
  • Se c’è incensazione il Diacono porge al Celebrante la navicella aperta con l’incenso (in modo che egli spossa comodamente prendere il cucchiaino per l’incenso); quindi gli offre il turibolo e lo accompagna, un passo indietro, lungo tutto il perimetro dell’altare; giunti davanti alla Croce (andrebbe incensata per prima) si fa riverenza, incensazione e riverenza; quindi il Diacono riceve il turibolo e lo riconsegna al ministrante.
  • Assiste quindi il celebrante che sta alla sede.
  • Il Diacono può fare lui stesso la presentazione alla Messa del Giorno introducendo i fedeli nel rito con una breve monizione; può anche proclamare o cantare le acclamazioni (tropi) dell’atto penitenziale nella terza forma.

LITURGIA DELLA PAROLA

  • Il Diacono è tenuto a cantare o proclamare il Vangelo con il dialogo iniziale e l’acclamazione finale; non è bene, se non per necessità, che il Diacono proclami le letture; è suo compito anche quello di proporre le intenzioni nella preghiera dei fedeli (ma senza impedire che lo possano fare anche altri fedeli).
  • Durante l’acclamazione al Vangelo, se si usa l’incenso, il ministrante si reca dal Celebrante e il Diacono lo aiuta per l’infusione dell’incenso.
  • Quindi il Diacono (sempre e a qualsiasi sacerdote), guardando il Celebrante, dice sottovoce: Benedicimi, o Padre (in latino: Iube, Domne, benedicere) e si inchina profondamente davanti a lui che con voce sommessa dice: Il Signore sia nel tuo cuore e sulle tue labbra, perché tu possa annunciare degnamente il suo Vangelo: nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Il Diacono si fa il segno di croce e risponde Amen; si rialza e saluta il Celebrante con un inchino.
  • A quel punto il Diacono si reca all’altare e solleva il Libro dei Vangeli mostrandolo all’assemblea, quindi (accompagnato dall’incenso e dai lumi recati dai ministranti) si reca all’ambone portando con dignità l’Evangeliario, dove lo colloca e lo apre.
  • Con le mani giunte saluta l’assemblea, quindi tracciando con il pollice un segno di croce sul testo evangelico (sulla croce) dice: Dal Vangelo secondo… e si segna lui pure come i fedeli con le tre croci sulla fronte, sulla bocca e sul cuore. Se si usa l’incenso prende il turibolo si inchina e quindi turifica il Libro dei Vangeli con tre tiri doppi (al centro, a sinistra e a destra – come per il segno di croce). Terminata la proclamazione della pericope evangelica, dopo aver detto o cantato Parola del Signore, bacia il libro del Vangelo al centro e dice sottovoce La parola del Vangelo cancelli i nostri peccati (Per evangelica dicta deleantur nostra delicta). Quindi ripone il Libro dei Vangeli in un luogo adatto (normalmente sul tavolo di servizio).
  • Se tiene l’omelia il Diacono rimane all’ambone. Dallo stesso luogo propone le intenzioni della preghiera universale.

LITURGIA EUCARISTICA

  • Al momento della Presentazione dei Doni, mentre il Celebrante può rimanere seduto, il Diacono prepara l’altare spiegando il corporale (che non deve essere già lì fin dall’inizio della Messa), collocando il Messale (e il microfono) e preparando il calice. Il Diacono assiste il Celebrante, se questi davanti all’altare riceve i doni dal popolo di Dio.
  • Il Diacono offre al Celebrante la patena con il pane e versa il vino (non è bello che il vino sia già nel calice, tranne che per gli altri calici in caso di concelebrazione) e un po’ d’acqua nel calice, dicendo sottovoce L’acqua unita al vino sia segno della nostra unione con la vita divina di colui che ha voluto assumere la nostra natura umana (la nuova traduzione sarà un po’ diversa). Quindi presenta il calice al Celebrante.
  • Se c’è l’incensazione, il Diacono come all’inizio offre al Celebrante la navicella, gli consegna il turibolo e lo accompagna nell’incensazione delle offerte, della Croce e dell’altare. Quindi il Diacono, stando al lato destro dell’altare, giù dalla pedana, incensa il Celebrante con tre tiri doppi (solo centrali). Stando infine al centro del presbiterio verso la navata si inchina, incensa l’assemblea con tre tiri doppi (al centro a sinistra e a destra) e si inchina.
  • Durante la preghiera eucaristica il Diacono assiste il Celebrante stando un po’indietro attendendo al calice e al messale; se necessario pone e toglie la palla dal calice (si pone all’offertorio; si toglie all’epiclesi; si pone al Mistero della Fede; si toglie al Per Cristo; si rimette subito dopo l’Amen e infine si toglie all’Agnello di Dio). Alla consacrazione il Diacono si inginocchia.
  • Al Per Cristo il Diacono stando alla destra del Celebrante eleva il Calice (non il Pane consacrato) tenendolo con due mani rivolto all’assemblea.
  • Al momento della pace, stando all’altare o all’ambone, senza allargare le braccia invita allo scambio di pace con una delle diverse formule previste: Scambiatevi un segno di pace. Subito scambia l’abbraccio con il Celebrante e poi con gli altri presenti in presbiterio.
  • Durante la frazione del pane il Diacono, in caso di concelebrazione, può aiutare a spezzare le ostie per i concelebranti.
  • Il Celebrante si comunica e quindi dà la Comunione sotto le due specie anche al Diacono.
  • Il Diacono aiuta a distribuire la Comunione ai fedeli come ministro ordinario (e quindi prima di tutti gli straordinari!). Se la Comunione viene data sotto le due specie è suo compito sorreggere e offrire il calice con il Vino consacrato. Dando la Comunione anche il Diacono è tenuto a dire       Il Corpo di Cristo (o Il Sangue di Cristo).
  • Terminata la distribuzione della Comunione il Diacono raccoglie le specie avanzate e le pone nel tabernacolo, normalmente in una pisside chiusa con il coperchio (ricordarsi la genuflessione prima di chiudere il tabernacolo). Quindi mentre il Celebrante è seduto alla sede, aiutato dai ministranti (accoliti) riordina l’altare e alla mensa purifica i vasi sacri (acqua e purificatoio) dicendo: Il Sacramento ricevuto con la bocca sia accolto con purezza nel nostro spirito, o Signore, e il dono a noi fatto nel tempo ci sia rimedio per la vita eterna.
  • È bene che sull’altare non rimanga nulla (neppure il Messale). Quindi il Diacono ritorna al suo posto, accanto al Celebrante.

RITI DI CONCLUSIONE

  • Il Diacono potrebbe anche dare gli avvisi al popolo dopo e non prima della preghiera dopo la Comunione (possibilmente non dall’ambone!).
  • Dopo il saluto (Il Signore sia con voi) e prima della benedizione solenne potrebbe rivolgere l’invito Inchinatevi per la benedizione.
  • Dopo la benedizione, il Diacono, dal suo posto o dall’ambone, senza allargare le braccia congeda il popolo con una delle formule previste.
  • Quindi con il Celebrante si reca all’altare lo bacia, fa riverenza e in processione ritorna in sagrestia.

Altre indicazioni particolari:

Si raccomanda che i Diaconi conoscano bene l’OGMR; come pure l’OLM (Introduzione al Lezionario) e i Principi e Norme per la Liturgia delle Ore. Nel Messale si trovano poi delle rubriche nel corso del Rito della Messa e nei vari riti particolari (ad es. 2 febbraio, Mercoledì della Ceneri, Settimana Santa, ecc.). Così pure è necessario conoscere i vari rituali (Introduzioni e rito) dei Sacramenti e Sacramentali, sia quando il Diacono celebra da solo, sia quando deve assistere il Vescovo o il sacerdote (Battesimi, Matrimoni, Confermazione, Funerali, ecc.). Mai fidarsi solo dei Messalini (spesso incompleti soprattutto nella parte delle rubriche) o dei vari siti liturgici in Internet.

 

RITO DELLA COMUNIONE FUORI DELLA MESSA E CULTO EUCARISTICO

Per svolger bene il proprio ministero di Diacono in questo settore si veda l’apposito Rituale denominato:

Rito della Comunione fuori della Messa e culto eucaristico.

 

RITO DELLA COMUNIONE FUORI DELLA MESSA

Per la Comunione agli ammalati si trovano le indicazioni e i testi nell’indispensabile e modico testo minore del Sacramento dell’Unzione e cura pastorale degli infermi:

  • Segno di croce e saluto di pace
  • Proclamazione di un’antifona mentre si colloca in luogo degno la teca con l’Eucaristia
  • Eventuale aspersione con l’acqua benedetta
  • Atto penitenziale (come nella Messa)
  • Breve Lettura della Parola di Dio
  • Introduzione e recita del Padre nostro
  • Tenendo l’Ostia piccola sollevata sulla pisside si dice Beati gli invitati… Ecco l’Agnello di Dio… Signore, non sono degno… (come nella Messa)
  • Comunione al fedele o ai fedeli
  • Purificazione delle mani
  • Silenzio, orazione conclusiva e Benedizione.

Per la Comunione distribuita in chiesa fuori della Messa, il Diacono indossato il camice e la stola bianca, segua questo schema:

  • Segno di croce e saluto iniziale (come nella Messa)
  • Proclamazione di un’antifona o un canto
  • Atto penitenziale (come nella Messa)
  • Breve Lettura della Parola di Dio
  • Si preleva la Pisside con le Ostie consacrate dal tabernacolo, la si colloca sull’altare e si fa genuflessione
  • Introduzione e recita del Padre nostro
  • Tenendo l’Ostia piccola sollevata sulla pisside si dice Beati gli invitati… Ecco l’Agnello di Dio… Signore, non sono degno… (come nella Messa)
  • Comunione al fedele o ai fedeli
  • Purificazione della patena e delle mani e reposizione delle Sacre Specie nel tabernacolo
  • Silenzio, orazione conclusiva e Benedizione.

 

RITO DELL’ESPOSIZIONE, ADORAZIONE E BENEDIZIONE EUCARISTICA

Il Diacono indossa il camice e la stola bianca (se si vuole anche la dalmatica); se si fa esposizione solenne con l’ostensorio, il Diacono può indossare oltre la stola anche il piviale e in questo caso usare anche l’incenso. Pisside o ostensorio vengano collocati normalmente sull’altare della celebrazione a indicare il legame con la Santa Messa. Si ricorda che non si può mai fare l’esposizione solo per benedire. Quando si fa esposizione si preveda un tempo prolungato di adorazione con canti, letture, preghiere e orazione silenziosa. Se la adorazione è prolungata si può anche pregare una delle ore liturgiche (Lodi, Vespri, ecc.) davanti al Santissimo Sacramento. Svolgimento:

  • Canto di inizio mentre il Diacono, fatta genuflessione, apre il tabernacolo, estrae il Sacramento dell’Eucaristia, lo porta all’Altare, lo espone e fa genuflessione; quindi se si usa l’ostensorio, stando in ginocchio incensa il Sacramento con tre tiri doppi (centrati).
  • Seguono momenti di silenzio, letture, canti, preghiere, adorazione silenziosa…
  • Verso la fine dell’adorazione si esegue un canto apposito (Adoriamo il Sacramento/Tantum ergo o altro) mentre il Diacono inginocchiato incensa (se si usa l’ostensorio). Quindi il Diacono in piedi dice una delle orazioni previste.
  • Il Diacono indossa il velo omerale; se si usa la pisside la copre con lo stesso, se si usa l’ostensorio se ne serve per benedire con dignità facendo con il Sacramento un ampio segno ci croce sui fedeli senza nulla dire. Per la benedizione si alza lentamente l’ostensorio o la pisside davanti al petto, si eleva fino all’altezza degli occhi, si abbassa fin sotto il petto; quindi davanti al petto verso la spalla sinistra e poi verso la spalla destra e infine al centro e si depone.
  • Terminata la benedizione il Diacono toglie il velo omerale, proclama le previste acclamazioni, quindi ripone il Santissimo Sacramento nel tabernacolo, genuflette e chiude il tabernacolo. Nel frattempo si può eseguire un canto o una suonata.
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